Uscita in Val Codera

Dicono che le riunioni importanti è bene farle in cima a una montagna: dopo due ore di cammino si è più intelligenti.

Forte di questa verità rivelata, la Comunità Capi ha scelto un teatro di eccellenza per la sua uscita di verifica e programmazione delle attività 2009/2010: la Val Codera.
Codera è nota al mondo scoutistico poiché durante il periodo del fascismo, divenne la meta per le Aquile randagie, le quali si ritrovavano per fare le loro attività in clandestinità, dato che le leggi fascistissime avevano reso illegale lo scautismo e tutte le associazioni giovanili.
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Parlare di scautismo in Val Codera, tempio della natura e rifugio di tante generazioni di scout, è davvero magico. Ma se anche non fossero stati sufficienti il sole che ci ha accompagnato entrambi di giorni, gli squisiti tomini in padella di Maurizio e il vino di Gianni, domenica ci siamo beccati nientemenoche la festa di San Giovanni Battista, patrono di Codera. Con tanto di processione e concerto di campane! 
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E come si fa dimenticare una uscita così?!
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Una risposta a Uscita in Val Codera

  1. Franco Battaini scrive:

    No, un’uscita in Val Codera non si può dimenticare perchè l’aria che si respira è particolare.
    Vale la pena soffrire sulla salita iniziale per essere ripagati in seguito.
    Non conosco i tomini di Maurizio, ma posso immaginare il vino di Gianni, con un unico dubbio.
    E’ bastato?

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