Dedicazione della sede di Reparto a Everaldo “Eve” Marchesi

Lunedì 9 dicembre 2024 il Reparto del Milano 11 ha dedicato la propria sede a Eve (Everaldo Marchesi), perché il suo sorriso, il suo stile e il suo modo di essere ragazzo rimangano per sempre casa tra queste mura. Con la posa di una targa, abbiamo voluto legare in modo permanente la vita del Reparto al ricordo di un ragazzo che, con la sua presenza, ha saputo portare allegria, impegno e amicizia.

È stato un momento di preghiera, di silenzio e di racconti condivisi, in cui capi, ragazzi, genitori e amici si sono stretti intorno alla famiglia di Everaldo.
Nel clima tipico dello scoutismo – essenziale, fraterno, concreto – abbiamo affidato alla memoria della Comunità capi e dei ragazzi il compito di custodire non solo un nome, ma uno stile di vita, anche chi non lo ha conosciuto direttamente si è sentito parte di una memoria che come gruppo vorremo mantenere sempre viva.

Chi era Everaldo

Everaldo Marchesi era un ragazzo di origine brasiliana, adottato dalla sua famiglia quando aveva tre anni e cresciuto a Milano, dove era diventato “milanesissimo”, come lo descrive suo papà.
Aveva compiuto sedici anni da pochi giorni: era un adolescente pieno di progetti, capace di mettersi in gioco, sempre pronto al sorriso e alla battuta.

La sua grande passione era il basket, che viveva con entusiasmo nella squadra e nel gruppo di amici che aveva trovato in palestra.
Al tempo stesso era un ragazzo attento alla scuola, legato alla sua comunità parrocchiale e disponibile a spendersi per gli altri, qualità che ritroviamo come valori centrali anche nel cammino scout.

Un dolore che chiede responsabilità

La morte di Everaldo, avvenuta alla fine del 2021, ha colpito profondamente la sua famiglia e tutte le realtà educative che lo accompagnavano, lasciando domande, ferite e un grande bisogno di senso.
Suo padre ha raccontato pubblicamente il timore che si sia trattato di un gioco finito male, legato a pericolose “challenge” diffuse sui social, chiedendo con coraggio che se ne parli di più per proteggere altri ragazzi.

In questo dolore, la sua famiglia ha scelto di mettersi a servizio, offrendo la propria testimonianza a scuola, in squadra e nei cammini di catechismo.

Dedicare la sede a Eve

Quella targa significa iscrivere la sua storia nella storia del nostro Gruppo, perché i ragazzi di oggi e di domani trovino nel suo nome un invito a vivere la vita fino in fondo, con passione e responsabilità.
La targa sulla porta ricorderà a tutti che ogni volto, ogni storia, ogni fatica dei ragazzi che attraversano questa sede meritano ascolto, cura e tempo buono condiviso.