Il contesto
Il 30 giugno si è svolto un incontro con i genitori dedicato a un tema centrale del metodo scout: il protagonismo e l’autonomia di bambini e ragazzi. La serata ha preso avvio dal racconto dell’esperienza vissuta a Piazzole il 6 giugno, alla quale hanno partecipato 28 persone appartenenti a 16 famiglie.
La domanda educativa
Al centro dell’incontro è stata posta una domanda semplice e decisiva: che persone si desidera diventino i propri figli? A partire da questa domanda, è stato proposto un approfondimento sul significato scout di protagonismo, autonomia e autoeducazione.
Protagonismo e autonomia
Nel metodo scout, protagonismo significa essere soggetti attivi della propria crescita, attraverso scelte reali e dentro esperienze concrete. Autonomia significa imparare a fare da sé, in gruppo, ciò che si è in grado di fare, con responsabilità crescente. L’autoeducazione si realizza quando il capo prepara contesti nei quali il ragazzo possa imparare personalmente dall’esperienza.
Educazione scout
Durante la serata è stata richiamata la differenza tra istruzione ed educazione scout. Nell’istruzione l’adulto spiega e il ragazzo esegue; nell’educazione scout, invece, si impara facendo, osservando, ripetendo e rileggendo ciò che si è vissuto. La domanda decisiva, allora, non è che cosa insegnare oggi, ma quale esperienza proporre a questo ragazzo o a questa ragazza per la sua crescita.
Ask the boy
Un riferimento importante del metodo è l’intuizione sintetizzata nell’espressione “Ask the boy”. Non significa lasciare fare tutto, ma prendere sul serio i ragazzi abbastanza da ascoltarli, riconoscendo che la loro crescita non può essere fatta al loro posto.
Gli strumenti del metodo
Sono stati richiamati anche alcuni strumenti concreti del metodo scout: i piccoli gruppi, la progressione personale, l’imparare facendo e il servizio. È dentro questi contesti che bambini e ragazzi crescono in iniziativa, responsabilità, confronto, tenuta e capacità di stare con gli altri.
Uno sguardo sulla crescita
Anche ciò che a casa può apparire come disordine, discussione, tentativo, errore o testardaggine può essere parte di un autentico cammino di crescita. In questi passaggi si allenano infatti autonomia, intraprendenza, responsabilità e capacità di affrontare la fatica.
Corresponsabilità educativa
L’incontro si è chiuso richiamando una promessa di corresponsabilità educativa: accompagnare i figli non perché siano comodi, ma perché diventino più liberi, affidabili e capaci di stare con gli altri. È dentro questa alleanza educativa tra famiglie e capi che il metodo scout trova una delle sue condizioni più feconde.

